Il Viaggio Sacro
La natura della vita esalta l’essenza dell’amore fraterno, della bontà e della virtù—dove l’altruismo rappresenta il servizio più elevato al Divino. Una fede incrollabile nel Supremo unisce le nostre anime all’ispirazione sublime del Divino. PRAMASHWAR – L’Infinito è il Salvatore, il Creatore, il Sostenitore e il Redentore—la Sua luce eterna è fonte inesauribile di positività, permettendo a migliaia di devoti di percepire la Sua presenza serena.
Una Visione Scolpita nella Pietra Sacra
Nel 2018, il nipote del Santo concepì la creazione di una colossale scultura alta 3,3 metri raffigurante la Divinità – Yogiraj Sarkar Godariwale Shri Nand Lal Ji – da collocare nel Sacro Santuario come simbolo dell’Anima Suprema. La Presenza Divina del Santo, sconfinata nella grazia, doveva essere resa immortale nel marmo—la Sua forma consacrata con il nome di PRAMASHWAR – L’Infinito.
L’Infinito è lo splendore del Santo, che emana amore per ogni creatura.
L’Infinito è la Sua aura, fonte perenne di una pace ineffabile.
L’Infinito è la Sua Benevolenza, che redime ogni nostra sofferenza.
L’Infinito è la Sua Grazia, incarnata per il bene dell’umanità.
La Creazione del Capolavoro
Questa visione grandiosa prese forma a Pietrasanta, in Italia, città rinomata per la sua nobile tradizione scultorea. Il celebre scultore Nicola Stagetti intraprese questo percorso nel 2018, lavorando a partire da una sola fotografia del Santo, scattata un secolo fa. Tuttavia, si rese presto conto che per catturare l’aura eterea del Santo non era sufficiente un’immagine.
Per coglierne realmente la Presenza, Stagetti si recò due volte in India, immergendosi nella vita del Santo e nelle testimonianze profonde di benevolenza e divinità vissute dai Suoi seguaci. Lo scultore comprese che l’essenza della fede e della compassione doveva fluire dalle sue mani e incarnarsi nella Pietra Sacra.
Nel corso del 2018, l’artista dedicò sei mesi alla modellazione in argilla del volto del Santo, impegnandosi a infondere vita in una forma inanimata. Ma lo attendeva un’ulteriore sfida: ricreare la postura seduta in contrapposto del Santo, come immortalata nella fotografia originale.
L’abbigliamento tradizionale indiano, con i suoi drappeggi e pieghe minuziosamente lavorati, rappresentava un intricato enigma artistico. L’artista rimase in costante contatto con i seguaci del Santo, studiando ogni dettaglio con estrema attenzione per garantire autenticità. Con perseveranza e devozione, superò ciò che molti consideravano un compito impossibile.
Il 17 luglio 2019, il completamento del modello in argilla fu accolto con unanime entusiasmo da critici d’arte e ammiratori in tutto il mondo. Sebbene la scultura in marmo non fosse ancora iniziata, il modello preliminare in argilla fu già considerato un capolavoro, irradiando una grazia divina evidente. Tra coloro che ne furono profondamente toccati vi fu Ena Love, poetessa di fama della California, che, colpita dalla presenza compassionevole dell’opera, compose un’ode a PRAMASHWAR – L’Infinito, come tributo sentito alla sconfinata benevolenza del Santo.
La scultura postuma presentò sfide artistiche senza precedenti. È verità universalmente riconosciuta che ogni marmo racchiude un’immagine da rivelare, e la ricerca del blocco perfetto di marmo di Carrara fu quasi un miracolo.
Per sei mesi, lo scultore esercitò pazienza e dedizione, in attesa che la pietra ideale venisse estratta. La lavorazione di un marmo monumentale e privo di imperfezioni divenne un cammino tanto artistico quanto spirituale, che richiese equilibrio tra intuizione e precisione per infondere l’anima nella scultura.Con il progredire del progetto, importanti riviste italiane come La Repubblica, Finestre sull’Arte e Touring pubblicarono articoli sulla vita del Santo. Le discussioni sulla scultura si intensificarono sulle piattaforme sociali, mentre studiosi e critici d’arte la acclamavano come il Capolavoro Assoluto (Magnum Opus).
Un’ulteriore sfida fu la riproduzione delle calzature in pelle realizzate a mano dal Santo oltre un secolo fa. Queste erano finemente ricamate con un lavoro di fili intricati, quasi impossibile da scolpire nel marmo.
L’impegno e la maestria richiesti da questo progetto portarono l’amministrazione comunale di Pietrasanta a riconoscere PRAMASHWAR – L’Infinito come simbolo dell’orgoglio artistico della città.
La Grande Cerimonia di Svelamento in Italia
Il 27 settembre 2023, la scultura è stata svelata in Piazza Duomo a Pietrasanta, in una solenne cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale. L’evento ha visto la partecipazione di rinomati artisti, critici d’arte, giornalisti e appassionati provenienti da tutto il mondo, riuniti per celebrare questo monumentale traguardo artistico e spirituale.
Tra coloro che hanno documentato questo straordinario percorso vi è il celebre fotografo italiano certificato Leica, Riccardo Dalle Luche. Nel corso di quattro anni, egli ha immortalato con meticolosa attenzione l’evoluzione della scultura, dando vita a una cronaca fotografica presentata durante la cerimonia. Questo testimone visivo della creazione di PRAMASHWAR – L’Infinito è stato in seguito esposto nei musei e negli archivi della Toscana, assicurandogli un posto nella storia dell’arte.
Oggi, PRAMASHWAR – L’Infinito è stato trasferito in India, dove irradia la sua Presenza Divina nel Santo Santuario. L’aura del Santo ha permeato lo spazio sacro, offrendo ai devoti una fonte eterna di ispirazione, devozione e illuminazione.